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Paragrafo 4 . La distruzione della Ragione.

     
Il  grande  umanista Erasmo da Rotterdam - autore,  ai  primi  del
Cinquecento, di un celebre Elogio della pazzia(51) - ironizza  sul
rovesciamento che nella societ del suo tempo, ma pi in  generale
nella  storia umana, era stato fatto fra sapienza e follia:  tutte
le  cose che si presumono rette e governate dalla sapienza sono in
realt in bala della follia.
     La   follia  maggiore  -  secondo  Erasmo  -    data   dalla
presunzione   della   Ragione,  che   tutto   vuole   spiegare   e
giustificare:   dall'origine  delle  parole   agli   arcani   pi
misteriosi della fede, dalle regole della politica alla  via  per
conquistare  la felicit. La vita e la realt sono dominate  dalla
follia.
     L'ironia  di  Erasmo non  stata - nei secoli seguenti  -  un
antidoto  sufficiente  a mitigare la costruzione  del  mito  della
Ragione. La Ragione moderna, per liberarsi (e liberare l'uomo) dai
pregiudizi  e dalle superstizioni, non ha avuto altra  possibilit
che  porsi  come  forza  distruttiva  e  rivoluzionaria  decisa  a
impossessarsi di tutta la Verit. Come abbiamo detto pi volte, la
Ragione  sembra  aver  adempiuto  a  questo  suo  compito  con  la
costruzione del grande sistema hegeliano.
     Spesso, analizzando i movimenti culturali e le filosofie  del
diciannovesimo  secolo  che  - da diversi  punti  di  vista  -  si
oppongono  alla  razionalit scientifica  e  alla  fiducia  in  un
progresso  indefinito (il romanticismo, Schopenhauer, Kierkegaard,
Leopardi,  Nietzsche, Dostoevskij, eccetera), si  voluto  vedervi
una  sorta  di  vendetta di tutte le forze che la Ragione  si  era
impegnata   a   distruggere   e  che,  quindi,   adesso   vogliono
distruggere la Ragione. Alle magnifiche sorti e progressive
     
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     si oppongono il conservatorismo politico di Schopenhauer e il
disprezzo per la democrazia di Nietzsche; contro la laicit  della
cultura   e   della  scienza  risorge  lo  spirito   religioso   e
intollerante di Kierkegaard e di Dostoevskij.
     Ci  siamo  sforzati di mostrare in questi  capitoli  che  mai
l'irrazionalismo  del diciannovesimo secolo -  nelle  sue  diverse
articolazioni  -  ha voluto distruggere la Ragione,  ma  piuttosto
mostrarne l'inadeguatezza nel cogliere certi aspetti della  realt
e   quindi   denunciarne  la  presunzione   e   l'arroganza.   Per
l'irrazionalismo la ragione  oltrepassata grazie a una pi  vasta
dimensione del pensiero umano. Ci che dell'irrazionalismo risulta
intollerabile al razionalismo moderno  che filosofi, letterati  e
poeti accanto alla ragione abbiano messo in evidenza la dimensione
estetica del pensiero e persino abbiano ricollocato la follia.
